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Dignità del lavoro

di Massimo Marnetto

Salvini precetta i sindacati per ridurre all’obbedienza i più colpiti dalla finanziaria. Cgil e Uil disobbediscono per contestare l’ingiustizia sociale che la legge di bilancio provoca, ma anche per difendere il diritto di sciopero. Già si vede la filiera della vertenza: precettazione, sciopero, sanzione, tribunale, Corte Costituzionale. Ma la gente da che parte starà? Si unirà ai sindacati che difendono il diritto a salari migliori, pensioni rivalutate, sanità pubblica efficiente, lotta all’evasione fiscale o starà con Salvini perché disturbati dallo sciopero? 

In Francia, Germania e altri paesi europei, la maggior parte della popolazione sostiene le vertenze, perché capisce che l’arma del blocco di alcune categorie di lavoratori serve a riportare attenzione nei confronti di tutta la classe (sì, classe) dei salariati. Quella che la destra vuole comprimere, spremere, umiliare. Il 17 starò con gli scioperanti nonostante i disagi, perché la dignità del lavoro è stata una conquista sanguinosa e quando è in pericolo va difesa con tutti i mezzi.


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